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Figli, parenti, inquisiti, il disarmante neo consiglio regionale della Campania

Liste pulite! Fu l’audace proclama di Mara Carfagna, prima delle elezioni. Ma i buoni propositi sono durati poco.

Prima, si decideva di fare UNA eccezione per Sandra Lonardo Mastella, una politica di così alto lignaggio che la Campania non poteva permettersi di perdere a causa di un’inezia giudiziaria. Poi, si negoziavano ALCUNE eccezioni, rigorosamente non rispettate. E’ il caso di Alberico Gambino, condannato in primo grado per peculato e che si sarebbe candidato solo se l’appello l’avesse assolto: ricondannato in appello è ora tranquillamente consigliere. Infine, dopo lo scandalo del neoeletto Roberto Conte – già condannato in primo grado per concorso esterno in associazione camorristica e, a detta del neopresidente del centro-destra Caldoro, inserito nelle liste a sua insaputa -, si sono persi tutti i freni inibitori.

Il nuovo parlamentino della Campania, oggi, è una macedonia di inquisiti, amici degli amici, figli, nipoti e fidanzate. Un’assemblea che, pur quando non ci siano oggettive responsabilità penali, lascia molto a desiderare sul profilo della trasparenza e dell’autorevolezza. Vale la pena ricordare che il Pdl è il partito dell’amore, sia erotico che filiale. Ecco, quindi, che abbiamo, fra i neoeletti, Mafalda Amente, nipote del sindaco di Melito Antonio Amente, Ettore Zecchino (in quota Alleanza di Centro), figlio dell’ex ministro Ortensio e Antonia Ruggiero, avvenente assessora di Atripalda, habitué delle cene glamour di Berlusconi all’hotel Vesuvio, già imposta direttamente dal Cavaliere alla giunta provinciale, per consolarla della disattesa promessa di mandarla in Parlamento, nel 2008. Altre neoconsigliere sono Annalisa Vessella (Udc), moglie del sindaco di Agerola e onorevole Michele Pisacane, e Bianca D’Angelo, compagna dell’europarlamentare Enzo Rivellini, noto per aver fatto una interrogazione all’europarlamento in napoletano.

Altro “parente eccellente” è Ermanno Russo, del Pdl, cugino del deputato Paolo Russo, indagato per associazione camorristica, le scorse elezioni, ma poi prosciolto. Resta ancora in piedi, però, l’accusa per violazione della legge elettorale, proprio in occasione della scorsa tornata elettorale in Campania, con riferimento ad uno scambio di voti promosso dal deputato e il cui beneficiario sarebbe stato proprio Ermanno Russo. Per amore degli elettori, può capitare che i politici che incarnino tale nobile sentimento si lascino andare a maliziose offerte di lavoro che crudeli magistrati comunisti, emotivamente aridi, rubrichino come “scambio di voti”. E’ il caso di Michele Schiano di Visconti, sindaco di Qualiano, indagato nell’ambito dell’inchiesta sulle assunzioni alla Qualiano Multiservizi e Gennaro Salvatore, neoconsigliere dell’Mpa, e protagonista di una “profonda polemica politica” con Bassolino per istituire l’Università del caffè a Napoli. Salvatore finì sotto inchiesta, d’altronde, già all’epoca di Mani Pulite, per le promesse di assunzioni ai disoccupati.

Stessa sorte, nel 2007, toccò al neoconsigliere pidiellino Domenico Siano, sotto processo anche per altre accuso nell’ambito dell’inchiesta sulla costruzione dell’approdo turistico di Lacco Ameno. Anche Ugo De Flaviis, dell’Udeur è stato tirato in ballo per il clientelismo, essendo presidente dell’Isac, una società fantasma utilizzata, sembrerebbe, per gonfiare i bacini di voto. Intanto, De Flaviis è stato imputato per il disastro ambientale dell’alluvione di Nocera Inferiore. Un altro intreccio di parentele ed assunzioni coinvolgerebbe il neoconsigliere Udc Pasquale de Lucia, che avrebbe fatto assumere dalla società Terra di Lavoro, sospettata di essere un’altra scatola vuota, un suo parente, Nicola Bernardo.
Sul voto, purtroppo, aleggiano anche le accuse infamanti della camorra. E’ il caso di Eva Longo, eletta del Pdl, accusata di essere stata sostenuta dai voti della Nco di Cutolo, in passato, da Antonio Forte, capo clan della valle dell’Irno.

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