"Negri", l’insulto all’Europarlamento e l’opinione pubblica che non c’è

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Il raccapricciante episodio di Strasburgo deve far riflettere il Paese: fatta l’Europa, dobbiamo fare gli europei, partendo dalla costruzione di un’opinione pubblica comunitaria. Se esistesse una forte opinione pubblica europea, senza porci il tema della perseguibilità penale di chi inneggia a Hitler e Mussolini, gli "impresentabili" sarebbero costretti a cambiare registro, sotto il soft power del consenso.

La truffa delle quote latte e lo scippo UE all’Africa

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L’Italia deve ancora pagare 1.4 miliardi di multe per il superamento delle quote latte relative agli anni dei governi Berlusconi. Una bella "grana padana" per il nostro governo, a cui tocca sbrogliare una matassa annodata dalla vicinanza politica dei governi forzaleghisti di Berlusconi ai produttori lattiero-caseari della Val Padana e che, in questi anni, hanno spuntato che Pantalone pagasse per loro. Le multe, infatti, sono sempre state versate dallo Stato…

Renzi "uno di noi", anche nell’inglese

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A sentire Renzi alle prese con la lingua di Shakespeare, sorge il dubbio che abbia scambiato l’Erasmus con qualche gita fuori porta a Scandicci o Pontassieve. Ma c’è da giurare che questo esilarante video viral non gli causerà problemi di consenso. Anzi, rafforzerà quel senso di identificazione con l’italiano pop che sembra essere la sua strategia comunicativa da un po’ di anni a questa parte. Una strategia vincente.

"Mentalità mafiosa", l’accusa di Di Bartolomei agli ultras romanisti contro Ciro Esposito

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La sinistra dovrebbe pensare di meno ai foyer e più alle curve; e, soprattutto a Roma, si dovrebbero dismettere un po’ di partecipate e di Fondazioni per investire su periferie e povertà. La sinistra che ha preferito i foyer agli stadi ha rinunciato a se stessa e ha lasciato il monopolio della rappresentanza delle classi subalterne alla destra. E, con il suo disinteresse per i più poveri, è responsabile se questi diventano un po’ fasci e mafiosetti.

Finalissima Premio Strega 2014, i perché di un successo tutto italiano

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Fin dalla prima edizione del 1947, il Premio Strega porta al vincitore un premio in denaro ma più di ogni altra cosa, la mitica fascetta gialla che gli editori applicano alle copie dei cinque finalisti. Un vero e proprio moltiplicatore, per i grandi editori può significare un’aspettativa di vendite tra le 5 e le 20mila copie in più. Quest’anno la finale sarà giovedì 3 giugno…