One thought on “Giornali

  1. Romero e gli altri preti uccisi. Obama fa i conti con la storia

    Caro Alessandro,
    Monsignor Romero non ha mai simpatizzato per la teologia della liberazione,
    Era conosciuto per la sua posizione conservatrice e tradizionalista, spiritualmente ( si dice) molto vicino all’Opus Dei. Per questo furono in molti a stupirsi ed a dispiacersi, quando nel 1970 divennne ausiliare del vescovo “progressista” di San Salvador, perché si ha timore che il conservatore Romero potesse frenarne l’azione innovativa intrapresa
    E quando nel 1977, diventa a sorpresa arcivescovo di San Salvador, vi fu la gioia del governo e dei gruppi di potere (di destra), per i quali la nomina di questo vescovo quasi sessantenne, tutto “spirituale” e completamente “dedito agli studi”, era la miglior garanzia di un rallentamento dell’impegno per i poveri che l’arcidiocesi stava sviluppando con il predecessore.
    Invece …. il vescovo Romero da sacerdote austero, con una profonda spiritualità, una salda dottrina e un amore speciale per i poveri ha … semplicemente fatto la scelta per lui più ovvia. Di fronte all’oppressione e allo sfruttamento del popolo,e agli eccidi degli squadroni della morte di contadini inermi, di poveri e di preti impegnati, capisce di non poter fare a meno di prendere una posizione chiara: la chiesa sta con i poveri, gli emarginati, i perseguitati.
    Così alcuni vescovi lo accusano di incitare “alla lotta di classe e alla rivoluzione” (leggi Teologia della Liberazione); é malfamato e deriso dalla destra come sovversivo e comunista. Riimane solo. Come Cristo nel Getsemani ….

    Angelo

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