I veri primati degli insegnanti meridionali

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Il sole non splende sulla scuola a Mezzogiorno. Ieri, la Gelmini tuonava “nel Sud, alcune scuole abbassano la qualità della scuola italiana” minacciando corsi ad hoc per gli insegnanti meridionali; oggi c’è chi parla di “zavorra culturale” pesando il gap che separa campani e friulani nei famigerati test Pisa dell’Ocse che valutano le competenze dei quindicenni. Eppure, nonostante oggi il Sud abbia sorpassato il Nord per numero di diplomati ed iscritti alle università, il pubblico dibattito sembra in parte ancora caratterizzato da un vecchio determinismo etnico che espunge il fatto che il Mezzogiorno, prima di essere un luogo, è una condizione sociale. La scuola campana, infatti, non partecipa del consueto fallimento delle pubblica amministrazione meridionale e i problemi di cui soffre sono anche extrascolastici. Il nostro sistema formativo nazionale, infatti, ha centrato l’obiettivo di insegnare l’italiano ad un Paese analfabeta ma non riesce a far prendere l’ascensore sociale ai meritevoli. Questo perché l’Italia è un Paese con bassissima mobilità sociale e i figli dei poveri, anche se bravi, restano poveri. Secondo il report di Bankitalia redatto dal professor Montanari, infatti, i “differenziali di conoscenze e competenze tra gli studenti del Nord e quelli del Sud è attribuibile agli studenti provenienti […]